Epicondilite a Saluzzo: Cause, Sintomi e Cura del Gomito del Tennista

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Soffri di dolore al gomito? Scopri cause, sintomi e trattamenti efficaci per l'epicondilite. Il Centro Medico Pagge Dallarovere a Saluzzo ti aiuta.

Epicondilite Saluzzo

Ti è mai capitato di provare una fitta al gomito mentre stringevi la mano a qualcuno, giravi una chiave nella serratura o semplicemente sollevavi la caffettiera? Se la risposta è sì, potresti fare parte di quel gruppo di persone che convive con l'epicondilite, un problema tanto diffuso quanto sottovalutato.

Il nome tecnico suona complicato, ma probabilmente lo conosci già con un'altra etichetta: gomito del tennista. Un'appellativo che inganna, perché questa condizione colpisce molto più spesso chi non ha mai impugnato una racchetta in vita sua. Casalinghe che strizzano gli stracci, impiegati incollati alla tastiera, artigiani, giardinieri: l'epicondilite non fa distinzioni e può trasformare gesti banali in piccole torture quotidiane.

In questo articolo ti spiegheremo cosa succede realmente dentro il tuo gomito quando l'epicondilite si manifesta, quali sono i segnali che non dovresti ignorare e soprattutto quali strategie esistono per recuperare la piena funzionalità del braccio. Perché sì, dalla maggior parte dei casi si guarisce, ma servono le informazioni giuste e, quando necessario, le mani giuste.

Cos'è l'Epicondilite: Quando il Tendine Perde la Sua Battaglia

L'epicondilite laterale è una sofferenza dei tendini che collegano i muscoli dell'avambraccio alla parte esterna del gomito, precisamente a quella piccola sporgenza ossea chiamata epicondilo laterale. Questi tendini hanno un compito apparentemente semplice: permetterti di estendere il polso e le dita. In realtà, vengono sollecitati decine di volte ogni ora, spesso senza che tu te ne accorga.

Per capire cosa accade, immagina i tendini come elastici molto resistenti. Normalmente assorbono e distribuiscono le forze senza problemi. Ma quando le sollecitazioni superano la capacità di adattamento del tessuto, o quando non c'è tempo sufficiente per il recupero tra uno sforzo e l'altro, iniziano a formarsi microlesioni. Il tendine entra in uno stato di sofferenza che, se protratto, porta a una vera e propria degenerazione delle fibre.

È importante chiarire un punto: nonostante il suffisso "-ite" faccia pensare a un'infiammazione classica, la ricerca degli ultimi anni ha dimostrato che l'epicondilite cronica è più propriamente una tendinopatia degenerativa. Questo significa che il problema principale non è tanto il gonfiore, quanto la disorganizzazione delle fibre di collagene e l'alterazione della struttura tendinea. Una distinzione che ha implicazioni concrete sulla scelta del trattamento.


Le Cause dell'Epicondilite: Non Solo Tennis

Il fattore scatenante più comune è il sovraccarico funzionale, ovvero l'uso eccessivo e ripetuto del gomito in attività che richiedono movimenti di presa, rotazione o estensione del polso. Il muscolo più frequentemente coinvolto è l'estensore radiale breve del carpo, ma possono essere interessati anche l'estensore comune delle dita e l'estensore ulnare del carpo.

Chi è a rischio? La fascia d'età più colpita va dai 30 ai 50 anni, con una leggera prevalenza nel braccio dominante. Ma la professione gioca un ruolo determinante. Parrucchieri che impugnano forbici per ore, cuochi che affettano, imbianchini che passano il rullo, musicisti, macellai, operai edili: tutte attività che sottopongono il gomito a stress ripetitivi. Anche chi lavora al computer può sviluppare epicondilite, soprattutto se la postura della scrivania non è ottimale e il mouse viene usato con il polso in posizioni forzate.

Nel mondo dello sport, oltre al tennis (dove il problema è spesso legato a un'impugnatura scorretta o a una racchetta inadatta), l'epicondilite colpisce frequentemente chi pratica padel, golf, scherma, baseball e arrampicata. Ma attenzione: anche iniziare improvvisamente un'attività fisica nuova, senza gradualità, può innescare il problema. Il tendine ha bisogno di tempo per adattarsi a carichi a cui non è abituato.


I Sintomi: Come Riconoscere il Gomito del Tennista

Il dolore è il protagonista assoluto. All'inizio compare solo durante attività specifiche: stringere un oggetto, versare l'acqua da una bottiglia, girare una maniglia. Con il progredire della condizione, può manifestarsi anche a riposo e irradiarsi lungo l'avambraccio fino al polso e alla mano.

La localizzazione è caratteristica: la zona dolente corrisponde all'epicondilo laterale, quella piccola prominenza ossea che puoi facilmente palpare sul lato esterno del gomito. Premendo in quel punto, chi soffre di epicondilite avverte un dolore acuto e ben riconoscibile.

Altri segnali da non sottovalutare includono la sensazione di debolezza nella presa (difficoltà a tenere in mano oggetti, anche leggeri), rigidità del gomito soprattutto al mattino, e talvolta un lieve gonfiore nella zona interessata. Alcune persone riferiscono anche formicolii o sensazioni anomale, che possono indicare un coinvolgimento del nervo radiale.

Un aspetto importante: la durata del dolore è variabile. Nella maggior parte dei casi i sintomi durano da sei a dodici settimane, ma in alcune persone possono persistere per mesi o addirittura anni se non affrontati correttamente. La tendenza alla cronicizzazione è uno dei motivi per cui è fondamentale non ignorare i primi segnali.


La Diagnosi: Capire Prima di Agire

La diagnosi di epicondilite è prevalentemente clinica, basata sull'anamnesi (la storia dei tuoi sintomi e delle attività che svolgi) e sull'esame obiettivo. Il medico valuterà la sensibilità dell'epicondilo alla pressione e ti chiederà di eseguire alcuni movimenti contro resistenza.

Esistono test specifici che aiutano a confermare il sospetto diagnostico. Nel test di Cozen, ad esempio, ti verrà chiesto di estendere il polso contro la resistenza del medico mentre il gomito è leggermente flesso: se compare dolore all'epicondilo, il test è considerato positivo. Un altro test comune prevede l'estensione del dito medio contro resistenza.

L'ecografia è lo strumento di imaging più utilizzato per confermare la diagnosi e valutare il grado di sofferenza tendinea. Permette di visualizzare alterazioni strutturali come ispessimento del tendine, aree di disorganizzazione delle fibre o presenza di neovascolarizzazione. La risonanza magnetica può essere richiesta in casi selezionati, soprattutto per escludere altre patologie o in previsione di un eventuale intervento chirurgico.

È importante escludere altre condizioni che possono mimare l'epicondilite, come problemi cervicali (che possono irradiare dolore al gomito), compressioni nervose, artrosi del gomito o instabilità articolare. Una diagnosi accurata è il primo passo verso un trattamento efficace.

Come si Cura l'Epicondilite: Le Strategie che Funzionano

La buona notizia è che il trattamento conservativo (non chirurgico) ha successo nell'85-95% dei casi. L'approccio terapeutico deve essere personalizzato in base alla fase della patologia, alla gravità dei sintomi e alle esigenze specifiche della persona.


La Gestione del Carico: il Primo Passo

Il riposo assoluto non è la soluzione. Le ricerche più recenti hanno dimostrato che l'immobilizzazione prolungata può essere addirittura controproducente. Il tendine ha bisogno di essere stimolato per guarire, ma con i carichi giusti. Il concetto chiave è la modifica delle attività provocative: non smettere completamente di usare il braccio, ma evitare o ridurre quelle specifiche azioni che scatenano il dolore, almeno nella fase iniziale.


L'Esercizio Terapeutico: il Cuore della Riabilitazione

L'esercizio è il trattamento con le migliori evidenze scientifiche a supporto. Ma non un esercizio qualsiasi: il programma deve essere strutturato e progressivo, adattato alla fase in cui si trova il tendine.

Nelle fasi iniziali o quando il dolore è molto intenso, si utilizzano contrazioni isometriche: il muscolo lavora senza che l'articolazione si muova. Studi hanno dimostrato che contrazioni isometriche sostenute per 30-60 secondi possono avere un effetto analgesico significativo, riducendo il dolore per diverse ore. È una strategia utile anche prima di attività che sappiamo essere provocative.

Quando i sintomi si stabilizzano, si introducono gli esercizi eccentrici, dove il muscolo si contrae mentre si allunga. Questi esercizi stimolano il rimodellamento del tessuto tendineo, favorendo la produzione di collagene e la normalizzazione della struttura. L'esercizio tipico prevede l'estensione del polso con un piccolo peso, eseguendo la discesa (fase eccentrica) lentamente e in modo controllato.

Nella fase avanzata, si aggiungono esercizi più complessi che coinvolgono l'intero arto superiore, preparando il ritorno alle attività sportive o lavorative. La progressione deve essere graduale: aumentare troppo rapidamente i carichi è uno degli errori più comuni che portano a ricadute.


Terapie Strumentali e Manuali

Le terapie strumentali possono essere un utile complemento all'esercizio. La laserterapia ad alta potenza può aiutare a ridurre il dolore e favorire i processi di guarigione, soprattutto nelle fasi più acute. La terapia con onde d'urto extracorporee ha mostrato benefici.

La terapia manuale, che include tecniche di manipolazione dei tessuti molli e mobilizzazione articolare, può contribuire a ridurre il dolore e migliorare la funzionalità. Alcune ricerche suggeriscono che interventi sulla colonna cervicale e toracica possano avere effetti positivi sul gomito, probabilmente attraverso meccanismi di modulazione del dolore.


Tutori e Fasce: Quando Servono

I tutori per epicondilite funzionano applicando una pressione mirata sulla muscolatura dell'avambraccio, appena sotto l'epicondilo. Questo riduce la tensione sui tendini di circa il 20%, alleggerendo il carico sulla zona dolente. Possono essere utili durante attività lavorative o sportive che non si possono evitare completamente.

Esistono due tipologie principali: il bracciale, più discreto e indicato per i casi meno severi, e la gomitiera completa, che offre una protezione maggiore. Il tutore è uno strumento di supporto, non una soluzione definitiva: deve essere associato a un programma riabilitativo e non indossato indefinitamente.


Infiltrazioni: Cosa Dice la Scienza

Le infiltrazioni di corticosteroidi possono dare un sollievo rapido dal dolore, ma i risultati a lungo termine sono inferiori rispetto all'esercizio terapeutico. Inoltre, l'uso ripetuto può indebolire ulteriormente il tessuto tendineo. Per questo motivo, vengono generalmente riservate a casi selezionati e non come prima scelta.

Le infiltrazioni di plasma ricco di piastrine (PRP) rappresentano un'opzione più recente. Alcuni studi hanno mostrato risultati promettenti, soprattutto nel medio-lungo termine, ma le evidenze non sono ancora definitive. È una procedura da valutare caso per caso con lo specialista.


La Chirurgia: L'Ultima Risorsa

Il trattamento chirurgico riguarda solo il 5-10% dei pazienti, quelli che non traggono beneficio dalle terapie conservative dopo un periodo di almeno 6-12 mesi. L'intervento può essere eseguito in artroscopia o a cielo aperto e prevede il distacco dell'inserzione tendinea malata o l'asportazione del tessuto degenerato. I risultati sono generalmente buoni, ma il recupero richiede tempo e un percorso riabilitativo adeguato.


Il Nostro Approccio al Centro Medico Pagge Dallarovere

Al Centro Medico Pagge Dallarovere di Saluzzo affrontiamo l'epicondilite con un approccio multidisciplinare che mette al centro la persona e non solo il sintomo. Sappiamo che dietro ogni gomito dolente c'è una vita quotidiana da recuperare: il lavoro, lo sport, i gesti semplici che fanno la differenza.


La nostra équipe specializzata inizia sempre con una valutazione approfondita per capire non solo cosa c'è che non va, ma perché. Analizziamo la tua postura, i tuoi movimenti, le tue abitudini lavorative e sportive. Solo così possiamo costruire un percorso terapeutico davvero efficace, che non si limiti a spegnere il dolore ma elimini le cause che lo hanno generato.


Il trattamento integra terapia manuale, esercizio terapeutico personalizzato e, quando indicato, terapie strumentali di ultima generazione. Ti insegniamo gli esercizi da fare a casa e ti guidiamo passo dopo passo nel percorso di recupero.


L'obiettivo non è solo farti stare meglio, ma darti gli strumenti per mantenere i risultati nel tempo e prevenire le recidive.


Non crediamo nelle soluzioni miracolose o nelle promesse irrealistiche. Crediamo nel lavoro serio, basato sulle migliori evidenze scientifiche e sull'esperienza quotidiana con i nostri pazienti. E crediamo che ogni persona meriti di essere ascoltata e seguita con attenzione.


Prevenire l'Epicondilite: Consigli Pratici

Se svolgi attività a rischio, alcuni accorgimenti possono fare la differenza. Prima di tutto, la gradualità: quando inizi un'attività nuova o aumenti l'intensità di quella abituale, dai tempo al tuo corpo di adattarsi. Il tendine impiega settimane per rispondere ai nuovi carichi.

Cura la tecnica: nel tennis come nel lavoro, i movimenti scorretti aumentano lo stress sui tendini. Se pratichi uno sport di racchetta, verifica che l'impugnatura sia della misura giusta e che la tensione delle corde non sia eccessiva. Se lavori al computer, assicurati che la postazione sia ergonomica e che il mouse non ti costringa a posizioni forzate.

Il rinforzo muscolare dell'avambraccio è una forma di prevenzione efficace. Esercizi regolari mantengono i muscoli forti e i tendini resistenti. Anche lo stretching, fatto con costanza, aiuta a mantenere l'elasticità dei tessuti.

Infine, ascolta il tuo corpo: il dolore è un segnale che qualcosa non va. Ignorarlo e continuare come se niente fosse è il modo più sicuro per trasformare un problema risolvibile in una condizione cronica.

Hai Bisogno di Aiuto?

Se il dolore al gomito sta condizionando la tua vita quotidiana, non aspettare che peggiori. Prima si interviene, migliori sono le possibilità di recupero completo e rapido.


Per una valutazione della tua situazione, contatta il Centro Medico Pagge Dallarovere al 379 212 1411. Siamo in Via Revello 38/M a Saluzzo (CN). Il nostro team è a disposizione per rispondere alle tue domande e accompagnarti verso il recupero.


Fonti

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