Dolore alla Spalla a Saluzzo: Quando la Fisioterapia Basta e Quando Serve di Più

Samuel Dallarovere

Dolore alla spalla a Saluzzo? Scopri quando serve la fisioterapia e quando la chirurgia. Il Centro Pagge Dallarovere offre valutazioni specialistiche.

Dolore alla spalla a Saluzzo

Ti sei svegliato stamattina e infilarti la giacca è diventato un problema. Oppure hai notato che sollevare il braccio per prendere qualcosa dallo scaffale più alto provoca quella fitta ormai familiare. O forse il dolore ti sveglia di notte quando ti giri sul fianco sbagliato. Se ti riconosci in una di queste situazioni, sappi che non sei solo: il dolore alla spalla rappresenta il terzo disturbo muscolo-scheletrico più diffuso nella popolazione, preceduto solo da mal di schiena e cervicalgia.

Secondo i dati epidemiologici, la prevalenza del dolore alla spalla nella popolazione generale oscilla tra il 7 e il 26%, con una prevalenza nel corso della vita che può raggiungere il 70%. Tradotto in termini pratici: praticamente tutti, prima o poi, faranno i conti con un problema alla spalla. La buona notizia è che la maggior parte di queste situazioni può essere risolta senza intervento chirurgico. La notizia ancora migliore è che capire cosa sta succedendo alla tua spalla è il primo passo fondamentale per tornare a muoverti liberamente.

In questo articolo esploreremo insieme il confine, spesso sottile, tra i problemi che richiedono un percorso riabilitativo e quelli che necessitano invece di un approccio chirurgico. Perché la domanda che molti si pongono, e che probabilmente ti stai ponendo anche tu, è esattamente questa: la mia spalla si può sistemare senza passare dal bisturi?

Perché la spalla è così vulnerabile: anatomia di un compromesso

La spalla è un capolavoro di ingegneria biologica, ma come spesso accade con i progetti ambiziosi, la sua genialità è anche il suo punto debole. Per capire perché questa articolazione sia così soggetta a problemi, dobbiamo comprendere come funziona.

Immagina una pallina da golf appoggiata su un tee (Il tee è il piccolo supporto utilizzato nel golf per appoggiare la pallina prima del colpo iniziale): ecco, in estrema sintesi, la struttura dell'articolazione gleno-omerale. La testa dell'omero (la pallina) si articola con una superficie della scapola chiamata glenoide (il tee) che è decisamente più piccola. Questa sproporzione dimensionale permette alla spalla di essere l'articolazione più mobile del corpo umano: puoi ruotare il braccio praticamente in ogni direzione. Ma questa libertà ha un prezzo: la stabilità deve essere garantita quasi interamente dai tessuti molli, ovvero muscoli, tendini e legamenti.

Il protagonista principale di questo sistema di stabilizzazione è la cuffia dei rotatori, un gruppo di quattro muscoli (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare) i cui tendini avvolgono la testa dell'omero come una cuffia, appunto. Questi tendini lavorano incessantemente ogni volta che muovi il braccio, e proprio questo lavoro continuo li espone a usura, microtraumi e, nei casi più sfortunati, lesioni vere e proprie.

Le cause più frequenti del dolore alla spalla

Quando la spalla fa male, il colpevole può essere diverso da persona a persona. Comprendere l'origine del problema è fondamentale perché determina il tipo di trattamento più appropriato.

Tendinopatie della cuffia dei rotatori

La tendinopatia, comunemente chiamata tendinite quando è in fase acuta, rappresenta la causa più frequente di dolore alla spalla. Si tratta di un processo degenerativo che colpisce i tendini della cuffia dei rotatori, in particolare quello del sovraspinato. Il tendine sano ha una struttura ordinata, come le fibre di una corda ben intrecciata. Con l'usura, il sovraccarico o semplicemente il passare degli anni, questa struttura si disorganizza, compaiono microlesioni e il tendine diventa più fragile e dolente.

Il dolore tipico della tendinopatia si manifesta durante il movimento, soprattutto quando sollevi il braccio lateralmente (abduzione) a un'altezza compresa tra i 60 e i 120 gradi, in quello che viene chiamato arco doloroso. Spesso il dolore peggiora di notte, specialmente se dormi sul lato interessato. La buona notizia è che la stragrande maggioranza delle tendinopatie risponde molto bene al trattamento conservativo.

Borsite subacromiale

Sopra la cuffia dei rotatori, nello spazio tra tendini e osso (l'acromion), si trova una piccola sacca piena di liquido chiamata borsa subacromiale. La sua funzione è ridurre l'attrito durante i movimenti, come un cuscinetto ammortizzatore. Quando questa borsa si infiamma, si parla di borsite. L'infiammazione causa gonfiore, il gonfiore riduce lo spazio già limitato sotto l'acromion, e i tessuti iniziano a confliggere tra loro generando dolore. La borsite raramente compare isolata: più spesso accompagna una tendinopatia o un conflitto subacromiale, e risponde generalmente bene alla fisioterapia.

 Capsulite adesiva (spalla congelata)

La capsulite adesiva è una condizione particolare che merita attenzione. Si caratterizza per una progressiva rigidità dell'articolazione associata a dolore, senza che sia riconoscibile una causa strutturale evidente. La capsula articolare, normalmente elastica, diventa rigida e retratta, limitando drasticamente i movimenti. Chi ne soffre nota prima un aumento del dolore (fase dolorosa), poi una progressiva perdita di movimento (fase di congelamento), e infine un lento recupero spontaneo (fase di scongelamento) che può richiedere anche 18-24 mesi se non trattata adeguatamente.

La capsulite adesiva colpisce più frequentemente le donne tra i 40 e i 60 anni e presenta una maggiore incidenza in chi soffre di diabete o disturbi tiroidei. Il trattamento fisioterapico è fondamentale per accelerare il recupero e ridurre la durata dei sintomi.

Lesioni della cuffia dei rotatori

Quando la tendinopatia progredisce o quando un trauma acuto danneggia il tendine, si possono verificare lesioni parziali o complete. Una lesione parziale interessa solo una parte dello spessore del tendine, mentre una lesione completa (o a tutto spessore) attraversa l'intero tendine, creando una discontinuità. È importante sapere che la presenza di una lesione non significa automaticamente necessità di intervento chirurgico. Molte persone con lesioni documentate alla risonanza magnetica sono completamente asintomatiche, e molte lesioni sintomatiche rispondono positivamente al trattamento conservativo.

Uno studio prospettico pubblicato sul Journal of Shoulder and Elbow Surgery ha seguito pazienti con lesioni complete della cuffia dei rotatori trattati senza chirurgia: a distanza di oltre 10 anni, circa il 75% dei pazienti che avevano risposto positivamente al programma riabilitativo iniziale manteneva risultati soddisfacenti senza necessità di intervento. Questo dato sottolinea quanto sia importante non farsi prendere dal panico di fronte a una diagnosi di lesione della cuffia.

Quando la fisioterapia è sufficiente

Le evidenze scientifiche sono chiare: l'esercizio terapeutico rappresenta il trattamento di prima scelta per la maggior parte delle condizioni dolorose della spalla. Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy raccomanda fortemente l'esercizio terapeutico come intervento primario per migliorare dolore, mobilità e funzione nei pazienti con dolore subacromiale.

Le condizioni che rispondono tipicamente bene al trattamento conservativo includono le tendinopatie della cuffia dei rotatori senza lesioni complete massive, la borsite subacromiale, la sindrome da conflitto subacromiale, la capsulite adesiva, le contratture muscolari e le disfunzioni del movimento scapolo-toracico, le rigidità articolari post-inattività e i sovraccarichi funzionali legati al lavoro o allo sport.

In questi casi, un percorso fisioterapico ben strutturato non solo può risolvere il problema, ma può farlo con risultati duraturi nel tempo, minor rischio di complicanze rispetto alla chirurgia e costi complessivi inferiori per il paziente.

Quando invece la chirurgia è necessaria

Esistono situazioni in cui il corpo non ha la capacità biologica di riparare autonomamente il danno, e la fisioterapia da sola non può ricostruire tessuti che sono strutturalmente compromessi. In questi casi, l'intervento chirurgico rappresenta l'opzione più appropriata per recuperare stabilità e funzionalità.

Le indicazioni chirurgiche più frequenti comprendono le lesioni complete massive della cuffia dei rotatori, specialmente in pazienti giovani e attivi con lesioni acute traumatiche, le lussazioni recidivanti con instabilità articolare documentata, le lesioni del labbro glenoideo (SLAP lesion) in sportivi che praticano attività overhead (lancio, tennis, pallavolo) e le rotture acute tendinee in pazienti giovani. È importante sottolineare che anche in questi casi la fisioterapia mantiene un ruolo fondamentale sia nella preparazione all'intervento (pre-abilitazione) sia nel recupero post-operatorio.

L'importanza di una valutazione accurata

Capire se il tuo problema alla spalla può essere risolto con la fisioterapia o richiede un approccio chirurgico non è qualcosa che puoi fare da solo consultando internet. Serve una valutazione clinica approfondita che tenga conto di molteplici fattori: il tipo di dolore e le sue caratteristiche, la storia del problema e come è iniziato, l'età e il livello di attività, le richieste funzionali specifiche, la presenza di eventuali patologie associate e la risposta ai trattamenti precedenti.

La risonanza magnetica, spesso richiesta come primo esame, è certamente utile ma non deve essere l'unico elemento su cui basare le decisioni terapeutiche. Molte alterazioni strutturali visibili alla risonanza sono presenti anche in persone completamente asintomatiche, e la correlazione tra ciò che si vede e ciò che si sente non è sempre diretta.

Una valutazione funzionale completa esamina l'ampiezza dei movimenti attivi e passivi, i punti di dolore e le limitazioni specifiche, la forza muscolare e eventuali deficit, la qualità del movimento e la presenza di compensi, la postura del collo, del dorso e della scapola. Solo integrando tutti questi elementi con le informazioni strumentali è possibile formulare una diagnosi precisa e proporre il percorso terapeutico più appropriato.

Cosa fa davvero la fisioterapia per la spalla

Un percorso fisioterapico efficace per il dolore alla spalla non si limita a eseguire esercizi o applicare terapie strumentali. Si tratta di un processo strutturato che parte dalla comprensione del problema e arriva al recupero completo della funzionalità.

 Fase 1: Controllo del dolore e dell'infiammazione

Nella fase iniziale l'obiettivo primario è ridurre il dolore e permettere ai tessuti di iniziare il processo di guarigione. Qui entrano in gioco le terapie strumentali come le onde d'urto, il laser ad alta potenza e gli ultrasuoni ad alta frequenza, tecnologie disponibili presso il nostro Centro che permettono di accelerare i processi di riparazione tissutale e ridurre l'infiammazione in modo non invasivo.

Le onde d'urto focali, in particolare, hanno mostrato risultati molto positivi nel trattamento delle tendinopatie calcifiche della cuffia dei rotatori. Una meta-analisi pubblicata su BMC Musculoskeletal Disorders nel 2024 ha confermato che questa terapia produce miglioramenti significativi sia nel dolore che nella funzionalità rispetto ai trattamenti convenzionali. Le onde d'urto radiali sono invece particolarmente indicate nelle tendinopatie non calcifiche e nelle contratture muscolari associate.

Parallelamente, le tecniche di terapia manuale (mobilizzazioni articolari, manipolazioni fasciali, massaggio decontratturante) contribuiscono a ridurre le tensioni muscolari, migliorare la circolazione locale e preparare i tessuti alla fase successiva del trattamento.

Fase 2: Recupero del movimento

Una volta che il dolore è sotto controllo, l'attenzione si sposta sul recupero dell'ampiezza di movimento. Esercizi di stretching specifici, mobilizzazioni progressive e tecniche di rilassamento muscolare permettono di riacquistare gradualmente la libertà di movimento perduta. In questa fase è fondamentale rispettare i tempi biologici di guarigione senza forzare, ma senza nemmeno essere eccessivamente cauti.

 Fase 3: Rinforzo muscolare progressivo

Il rinforzo della cuffia dei rotatori e dei muscoli stabilizzatori della scapola rappresenta il cuore del programma riabilitativo. Esercizi specifici, eseguiti con carichi progressivamente crescenti, permettono di ristabilire l'equilibrio muscolare e ridare stabilità all'articolazione. Questa fase è cruciale per prevenire le recidive: una spalla forte e coordinata è molto meno soggetta a nuovi infortuni.

Fase 4: Rieducazione funzionale

La fase finale si concentra sul ritorno alle attività specifiche del paziente. Per chi pratica sport, significa riprendere gradualmente il gesto atletico. Per chi ha esigenze lavorative particolari, significa allenare i movimenti richiesti dalla propria professione. L'obiettivo è una spalla non solo senza dolore, ma pienamente funzionale nelle attività quotidiane e specifiche di ciascuno.

Il nostro approccio al dolore della spalla

Al Centro Medico Pagge Dallarovere di Saluzzo, ogni percorso per il dolore alla spalla inizia con una valutazione approfondita. Non ci limitiamo a leggere un referto di risonanza magnetica: ascoltiamo la storia del paziente, esaminiamo come si muove, identifichiamo i fattori che hanno contribuito al problema e costruiamo un programma terapeutico personalizzato.

Il Metodo Pagge Dallarovere si fonda sulla collaborazione tra diverse figure professionali che lavorano in sinergia. Questo approccio multidisciplinare permette di affrontare il problema della spalla non come un disturbo isolato, ma nel contesto complessivo del paziente, considerando anche la postura del rachide cervicale e dorsale, l'equilibrio muscolare generale e le abitudini di movimento che possono aver contribuito al problema.

Disponiamo di tecnologie all'avanguardia per supportare il percorso riabilitativo: onde d'urto radiali e focali per il trattamento delle tendinopatie, laser ad alta potenza per accelerare i processi di guarigione, ultrasuoni ad alta frequenza per ridurre l'infiammazione e pedana baropodometrica per valutare eventuali squilibri posturali che possono influenzare la spalla. Ma la tecnologia da sola non basta: è l'integrazione tra competenza clinica, strumenti avanzati e attenzione al paziente che fa la differenza.

Quando rivolgersi a uno specialista

Non tutti i dolori alla spalla richiedono una valutazione immediata, ma esistono segnali che indicano la necessità di non rimandare. È consigliabile prenotare una visita se il dolore persiste da più di due settimane senza miglioramento, se hai difficoltà a sollevare il braccio o a compiere movimenti che prima facevi senza problemi, se avverti sensazioni di scroscio, blocco o instabilità articolare, se noti una perdita di forza evidente, se il dolore notturno disturba regolarmente il sonno o se il problema è comparso dopo un trauma.

Aspettare che il dolore passi da solo può sembrare la scelta più semplice, ma non sempre è quella giusta. Alcune condizioni, se trascurate, tendono a peggiorare o a cronicizzare, rendendo poi il recupero più lungo e complesso. Una valutazione precoce permette di intervenire quando il problema è ancora nella fase iniziale, con tempi di recupero generalmente più brevi.

La tua spalla può migliorare

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente il dolore alla spalla sta condizionando la tua vita quotidiana. Forse hai già provato rimedi fai-da-te, antidolorifici o periodi di riposo senza ottenere risultati duraturi. O forse sei preoccupato perché qualcuno ti ha parlato di intervento chirurgico.

La realtà, come abbiamo visto, è che la maggior parte dei problemi alla spalla può essere risolta efficacemente con un percorso fisioterapico appropriato. Ma appropriato significa personalizzato, basato su una diagnosi accurata e guidato da professionisti competenti. Non esiste un protocollo valido per tutti: esiste il percorso giusto per te.

Il primo passo è sempre il più importante: capire cosa sta succedendo alla tua spalla. Solo con una valutazione completa è possibile stabilire se il tuo problema può essere risolto con la fisioterapia, se necessita di un approccio più complesso o se effettivamente richiede una consulenza chirurgica.

Per una valutazione della tua situazione, contatta il Centro Medico Pagge Dallarovere al 3792121411. Ci trovi in Via Revello 38/M a Saluzzo. Il nostro team è a disposizione per rispondere alle tue domande e accompagnarti nel percorso verso il recupero della tua spalla.

Fonti

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