Spondiloartrosi: cos'è, sintomi e fisioterapia
This is a subtitle for your new post

Hai fatto una radiografia o una risonanza magnetica della colonna e il referto riporta parole come «spondiloartrosi», «segni spondilotici» o «degenerazione discale». Il medico ti ha spiegato qualcosa, ma esci dall'ambulatorio con più domande di quante ne avevi. Cosa vuol dire esattamente? È grave? Può migliorare, o è una condanna a convivere con il dolore?
Queste domande sono legittime, e le risposte esistono — anche se non sono sempre semplici come vorremmo. La spondiloartrosi è una delle diagnosi più frequenti in radiologia e in ortopedia, eppure rimane tra le più fraintese: molte persone la vivono come una sentenza definitiva, quando invece nella grande maggioranza dei casi è una condizione gestibile con il trattamento giusto.
Questo articolo spiega cosa succede nella colonna di chi ha una spondiloartrosi, perché produce dolore, e soprattutto cosa può fare la fisioterapia — concretamente — per migliorare la qualità di vita di chi ne soffre.
Spondiloartrosi e spondilosi: due termini per lo stesso processo
Nel linguaggio clinico si usano spesso in modo intercambiabile, ma vale la pena distinguerli. La spondilosi è il termine generale che descrive la degenerazione dell'intera colonna vertebrale: dischi, vertebre, faccette articolari. La spondiloartrosi indica più specificamente l'artrosi delle articolazioni intervertebrali — le piccole articolazioni posteriori tra una vertebra e l'altra, chiamate faccette articolari o articolazioni zigapofisarie.
In pratica, entrambi i termini descrivono lo stesso processo di fondo: l'usura progressiva delle strutture della colonna vertebrale. Si tratta di un fenomeno degenerativo, non infiammatorio in senso stretto — ed è importante chiarire questa distinzione, perché spondiloartrosi non è sinonimo di spondilite (un'infiammazione di origine autoimmune con caratteristiche e trattamenti completamente diversi).
Pensate alla colonna vertebrale come a una serie di giunti meccanici che lavorano ininterrottamente per tutta la vita — a ogni passo, ogni sollevamento, ogni ora seduti alla scrivania. Nel corso dei decenni, come in qualsiasi meccanismo sottoposto a carichi ripetuti, le superfici cartilaginee si consumano, i dischi si assottigliano, e le vertebre possono sviluppare piccole sporgenze ossee chiamate osteofiti. È un processo fisiologico dell'invecchiamento, non necessariamente una patologia — il problema emerge quando questo processo produce dolore o limita i movimenti in modo significativo.
La spondiloartrosi può interessare qualsiasi tratto della colonna: cervicale, dorsale o lombare. Quella cervicale tende a manifestarsi con dolore al collo, rigidità e a volte mal di testa; quella lombare con dolore alla schiena bassa che può irradiarsi ai glutei o alle cosce. Il tratto dorsale è il meno frequentemente sintomatico.
Quanto è diffusa: i dati epidemiologici
La spondilosi è una delle condizioni muscolo-scheletriche più comuni al mondo. Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su Clinical Neurology and Neurosurgery nel 2022 (Salari et al.) ha stimato una prevalenza globale significativa, con la spondilosi lombare che risulta la forma più frequente: colpisce il 58,7% dei casi in studi di popolazione, seguita dalla cervicale nel 28,6% dei casi.
I dati di prevalenza per fasce d'età sono particolarmente eloquenti. Studi radiografici mostrano segni di degenerazione vertebrale nel 50% degli uomini over 50 e nel 90% delle donne over 60. Ma — e questo è un punto fondamentale — la presenza di alterazioni radiografiche non equivale automaticamente a dolore o disabilità. Molte persone con segni evidenti di spondiloartrosi alla risonanza non hanno mai avuto un giorno di sintomi. Questa dissociazione tra immagini e clinica è uno dei dati più solidi e più ignorati della letteratura sul dolore spinale.
Comprendere questo punto cambia radicalmente il modo in cui si legge una diagnosi di spondiloartrosi: non è il referto a determinare quanto si soffre, ma la combinazione di fattori fisici, muscolari, neurologici e — lo dicono chiaramente le evidenze — anche psicologici e sociali.
Cause e fattori di rischio
Il processo degenerativo alla base della spondiloartrosi è multifattoriale. Il principale è l'età: con il passare degli anni, la cartilagine che riveste le faccette articolari si assottiglia progressivamente, i dischi intervertebrali perdono acqua e altezza, e il tessuto osseo risponde con la formazione di osteofiti nel tentativo di stabilizzare le strutture usurate.
Fattori che accelerano il processo
Non tutte le colonne invecchiano allo stesso ritmo. Alcune condizioni e abitudini possono accelerare il processo degenerativo o abbassare la soglia del dolore. Il sovrappeso aumenta il carico meccanico sulle vertebre lombari. Il lavoro fisico pesante — soprattutto quello che prevede sollevamenti ripetuti, vibrazioni o posture scorrette protratte — accelera l'usura dei dischi. La sedentarietà, al contrario di quanto si potrebbe pensare, è anch'essa un fattore di rischio: la muscolatura paravertebrale debole non è in grado di scaricare adeguatamente le forze sulla colonna.
La predisposizione genetica gioca un ruolo non trascurabile: la familiarità per artrosi spinale aumenta il rischio individuale. Anche il fumo di sigaretta è associato a una degenerazione discale più rapida, probabilmente perché riduce l'apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti avascolari del disco.
Il ruolo della postura e dello stile di vita
Anni di posture scorrette — la testa in avanti davanti allo schermo, le ore seduti senza supporto lombare, il collo flesso sul telefono — non causano direttamente la spondiloartrosi, ma creano condizioni di sovraccarico cronico su segmenti vertebrali specifici, accelerando la degenerazione in quelle zone. È un accumulo lento, non un evento singolo: ecco perché molti pazienti si chiedono «cosa ho fatto di sbagliato» quando in realtà è stato un processo silenzioso lungo anni.
Come si manifesta: i sintomi della spondiloartrosi
La sintomatologia della spondiloartrosi è estremamente variabile da persona a persona. Alcuni convivono per anni con alterazioni radiografiche significative senza alcun dolore. Altri sviluppano un quadro sintomatico che interferisce con le attività quotidiane anche in presenza di alterazioni relativamente modeste.
Il sintomo più comune è il dolore localizzato nel tratto colpito — lombare o cervicale — con carattere meccanico: peggiora con i movimenti e l'attività prolungata, migliora con il riposo. La mattina è spesso il momento peggiore: dopo ore in posizione immobile, le articolazioni si irrigidiscono e la rigidità del risveglio può durare da pochi minuti a mezz'ora circa (diversamente dall'artrite reumatoide, in cui la rigidità mattutina è più prolungata e persistente).
Quando gli osteofiti o le strutture degenerate irritano o comprimono le radici nervose che escono dalla colonna, il dolore può irradiarsi agli arti: lungo le braccia nel caso cervicale, verso i glutei e le cosce nel caso lombare. In questi casi si sovrappone alla spondiloartrosi una componente radicolare che modifica sia il quadro clinico che il piano di trattamento.
I crepitii o scrocchi articolari durante i movimenti del collo o della schiena sono comuni e generalmente benigni: non indicano necessariamente peggioramento della condizione, anche se possono essere fonte di preoccupazione per chi non ne conosce l'origine.
Come si valuta: diagnosi clinica e imaging
La valutazione della spondiloartrosi parte sempre da un'anamnesi accurata e dall'esame clinico. Il fisioterapista o il medico raccoglie informazioni sulla storia del dolore, le attività che lo aggravano o lo alleviano, l'eventuale irradiazione agli arti, i disturbi del sonno. L'esame obiettivo valuta la mobilità della colonna, la presenza di contratture muscolari, i segni neurologici.
La radiografia standard è spesso il primo esame richiesto: mostra con chiarezza l'altezza dei dischi, la presenza di osteofiti, lo stato delle faccette articolari. La risonanza magnetica permette una valutazione più dettagliata dei dischi, dei nervi e dei tessuti molli, ed è indicata quando si sospetta un coinvolgimento radicolare significativo o quando i sintomi non rispondono al trattamento conservativo.
Un punto critico nella gestione clinica della spondiloartrosi è non far dipendere le decisioni terapeutiche esclusivamente dall'imaging. Come già anticipato, la correlazione tra gravità delle alterazioni radiografiche e intensità dei sintomi è spesso debole. Il trattamento si basa sulla persona e sul suo quadro funzionale, non sull'aspetto delle vertebre alla risonanza.
Il ruolo della fisioterapia: cosa funziona davvero
La fisioterapia è il pilastro del trattamento conservativo della spondiloartrosi. Tutte le principali linee guida internazionali — incluse quelle dell'European Spine Society e del NICE britannico — la raccomandano come intervento di prima linea, in combinazione con l'educazione del paziente e la promozione dell'attività fisica.
Esercizio terapeutico: il trattamento più supportato dalle evidenze
Il movimento è terapeutico. Sembra controintuitivo per chi soffre di dolore alla schiena, ma la letteratura scientifica è chiara: l'immobilità favorisce la rigidità, indebolisce la muscolatura di supporto e amplifica la percezione del dolore. Un programma di esercizi strutturato e personalizzato migliora la mobilità, riduce il dolore e aumenta la capacità funzionale anche in presenza di alterazioni degenerative avanzate.
L'esercizio terapeutico nella spondiloartrosi non significa semplicemente "fare ginnastica". Significa un programma progressivo che rinforza la muscolatura profonda stabilizzatrice della colonna — il core — migliora la flessibilità dei tessuti periarticolari, e rieduca i pattern di movimento inefficienti che nel tempo hanno contribuito al sovraccarico delle strutture vertebrali.
Terapia manuale
Le tecniche di terapia manuale — mobilizzazioni articolari, manipolazioni vertebrali, lavoro sui tessuti molli — sono efficaci nel ridurre il dolore e migliorare la mobilità nella spondiloartrosi, soprattutto nelle fasi acute e subacute. Non modificano le alterazioni strutturali (gli osteofiti restano dove sono), ma agiscono sulla componente muscolare, articolare e neurologica del dolore, offrendo un sollievo che consente di iniziare e progredire con l'esercizio.
Tecnologie strumentali a supporto
Il laser ad alta potenza disponibile al Centro Medico Pagge Dallarovere è uno degli strumenti più indicati nella gestione delle fasi di riacutizzazione della spondiloartrosi. Agisce in profondità riducendo l'infiammazione locale a livello delle faccette articolari, modulando la risposta dolorifica e accelerando i processi riparativi tissutali. È particolarmente utile in quelle fasi in cui il dolore è troppo intenso per iniziare subito con l'esercizio: il laser prepara il terreno, riducendo l'irritabilità del sistema, per poi lasciare spazio alla componente attiva del trattamento.
Gli ultrasuoni ad alta frequenza vengono impiegati per il loro effetto di microtrauma meccanico controllato sul tessuto connettivo periarticolare: favoriscono il rimodellamento dei tessuti fibrosi e riducono l'edema nelle strutture articolari infiammate.
Educazione e modifica dello stile di vita
Un aspetto spesso sottovalutato — ma che la letteratura riconosce come uno degli interventi a maggiore impatto — è l'educazione del paziente. Comprendere cosa sta succedendo nella propria colonna, sfatare i miti (come l'idea che muoversi faccia male), imparare come gestire i carichi nelle attività quotidiane e lavorative: tutto questo ha un effetto dimostrato sulla riduzione del dolore e sull'adesione al trattamento a lungo termine.
Il nostro approccio al Centro Medico Pagge Dallarovere
Al Centro Medico Pagge Dallarovere di Saluzzo, la spondiloartrosi viene affrontata con un approccio che parte da una domanda: cosa impedisce a questa persona di vivere come vorrebbe? Non dalla radiografia, ma dall'esperienza quotidiana del paziente.
La valutazione iniziale con il Metodo Pagge è globale: analizza la postura, la mobilità segmentaria della colonna, la forza e la coordinazione della muscolatura stabilizzatrice, e — quando clinicamente indicato — include l'analisi del passo e dell'appoggio plantare attraverso la pedana baropodometrica. Questo strumento permette di identificare compensi posturali che, nel tempo, contribuiscono a sovraccaricare specifici segmenti vertebrali e che non sarebbero altrimenti evidenti.
Il percorso terapeutico costruito dalla Squadra del Rachide integra terapia manuale, esercizio terapeutico progressivo e supporto strumentale. La progressione è continua e adattata alla risposta del paziente: non esiste un protocollo fisso, perché due persone con la stessa diagnosi di spondiloartrosi lombare possono avere profili muscolari, abitudini lavorative e livelli di irritabilità dei sintomi completamente diversi.
Un aspetto che caratterizza il lavoro del Centro è la trasmissione di strumenti autonomi: il paziente non viene gestito passivamente, ma viene progressivamente messo in condizione di capire la propria schiena e di gestirla nel tempo. Esercizi da fare a casa, strategie posturali per il lavoro, indicazioni su quali attività favorire e quali ridurre temporaneamente: l'obiettivo è che il rapporto con il fisioterapista diventi sempre meno necessario nel tempo, non una dipendenza.
Il Centro Medico Pagge Dallarovere si trova in Via Revello 38/M a Saluzzo ed è un riferimento per la fisioterapia del rachide in tutto il territorio della provincia di Cuneo. Chi cerca fisioterapia per spondiloartrosi a Saluzzo, Cuneo, Savigliano, Verzuolo o nei comuni limitrofi può contattare il Centro per una prima valutazione.
Si può convivere bene con la spondiloartrosi
La domanda che più spesso viene posta è: guarirò? La risposta onesta è che la degenerazione strutturale non si inverte — gli osteofiti non scompaiono con la fisioterapia. Ma questo non è il punto. Il punto è che il dolore e la limitazione funzionale, che sono il vero problema per chi ne soffre, possono essere ridotti in modo significativo e duraturo con il trattamento appropriato.
Le evidenze mostrano chiaramente che le persone con spondiloartrosi che seguono un programma fisioterapico strutturato — combinando esercizio, terapia manuale ed educazione — ottengono miglioramenti sostanziali nel dolore, nella mobilità e nella qualità della vita, indipendentemente dall'aspetto delle loro vertebre alla risonanza magnetica.
L'obiettivo non è avere una colonna perfetta alle immagini, ma avere una vita funzionale: dormire bene, lavorare senza limitazioni eccessive, fare le attività che si amano. Questo obiettivo, per la grande maggioranza dei pazienti con spondiloartrosi, è raggiungibile.
Contatta il Centro Medico Pagge Dallarovere
Se hai ricevuto una diagnosi di spondiloartrosi o spondilosi e stai cercando un percorso fisioterapico strutturato a Saluzzo o nella provincia di Cuneo, il team del Centro Medico Pagge Dallarovere è a disposizione per una valutazione personalizzata.
Una prima valutazione permette di capire quale componente del tuo dolore è trattabile, definire gli obiettivi realistici del percorso, e iniziare un lavoro concreto — non solo di gestione del sintomo, ma di recupero della funzione.
Centro Medico Pagge Dallarovere
Via Revello 38/M – Saluzzo (CN)
Telefono: 3792121411
Fonti e riferimenti scientifici
- Salari N, Shobeiri P, Hosseinian-Far A, et al. The global prevalence of spondylosis: A comprehensive systematic review and meta-analysis. Clin Neurol Neurosurg. 2022;213:107112. doi:10.1016/j.clineuro.2022.107112.
- Ravindra VM, Senglaub SS, Rattani A, et al. Degenerative lumbar spine disease: estimating global incidence and worldwide volume of operative treatment. World Neurosurg. 2018;116:e856-e864. PMID: 29758367.
- Brinjikji W, Luetmer PH, Comstock B, et al. Systematic literature review of imaging features of spinal degeneration in asymptomatic populations. AJNR Am J Neuroradiol. 2015;36(4):811-816. PMID: 25430861.
- National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management. NICE guideline NG59. Aggiornamento 2020. https://www.nice.org.uk/guidance/ng59
- Wang Y, Cheng X, Zhang J, et al. The efficacy and safety of conservative treatment options for lumbar spondylosis: A systematic review and network meta-analysis. J Orthop Surg Res. 2022;17(1):115. doi:10.1186/s13018-022-03075-2.














