In breve. «Destro convessa» descrive da che parte sporge la curva: guardando la schiena da dietro, la colonna devia verso destra e il lato destro è quello che sporge. La parola indica una direzione e non contiene alcuna informazione sulla gravità. Quanto sia seria una scoliosi lo dicono altri due dati: l'ampiezza della curva in gradi Cobb e, se la persona sta ancora crescendo, quanta crescita ossea resta.

Il referto della radiografia è quasi sempre una riga sola. «Scoliosi dorsale destro convessa», oppure «scoliosi lombare a convessità destra», a volte con un numero accanto e a volte senza. Chi esce dalla radiologia con quel foglio in mano ha in genere una domanda sola in testa, e non è una domanda tecnica: quanto è grave.

Il problema è che quella frase riguarda un’altra cosa. Descrive la direzione della curva. L’ampiezza, che è il dato da cui dipende tutto il resto, sta in un altro punto del referto quando c’è, e a volte non c’è affatto. Vale la pena partire da lì, perché è il fraintendimento più comune di tutta la faccenda.

Convessità e concavità: le due parole del referto

Una colonna con scoliosi, vista da dietro, non sale dritta: disegna una curva laterale. Ogni curva ha due lati. Quello esterno, verso cui la curva sporge, è la convessità. Quello interno, che si raccoglie, è la concavità.

Quando il referto scrive «scoliosi destro convessa» sta dicendo che la parte sporgente della curva guarda a destra, e che la concavità sta dalla parte opposta, a sinistra. Ogni curva ha entrambe le cose, quindi la stessa curva può essere descritta come destro convessa oppure come sinistro concava: sono due modi di dire la stessa identica cosa. Attenzione invece all’espressione «destro concava», che compare in qualche referto e che molti confondono con la precedente: quella descrive la curva opposta, cioè una sinistro convessa.

Un dettaglio che confonde parecchie persone: destra e sinistra sono quelle del paziente, mai quelle di chi guarda l’immagine. Chi mette la lastra controluce e prova a orientarsi da solo finisce quasi sempre per invertire i lati. Il lato lo stabilisce chi ha refertato.

C’è poi un terzo elemento che la parola «convessa» da sola non racconta. La scoliosi è una deformazione sui tre piani dello spazio: le vertebre, mentre deviano lateralmente, ruotano anche su sé stesse. È questa rotazione a produrre il rilievo che si nota quando la persona si piega in avanti, il cosiddetto gibbo, che compare sul lato della convessità. In una curva dorsale destro convessa il rilievo delle coste si vede a destra.

Perché quella parola non dice quanto è grave

Due persone possono uscire dalla stessa radiologia con la stessa identica frase sul referto e avere situazioni cliniche lontanissime. Una curva di 12 gradi e una di 40 gradi sono entrambe «destro convesse»: la prima in genere si tiene sotto controllo e basta, la seconda, in un ragazzo che sta ancora crescendo, porta quasi sempre a un trattamento attivo.

L’ampiezza si misura con l’angolo di Cobb, che si costruisce tracciando due linee lungo le vertebre più inclinate agli estremi della curva e misurando l’angolo tra le loro perpendicolari. La soglia convenzionale è nota: si parla di scoliosi a partire da 10 gradi Cobb associati a rotazione vertebrale, e le linee guida internazionali della SOSORT lavorano su questa definizione [1]. Sotto quella soglia si parla di asimmetria o di atteggiamento scoliotico, che è un’altra cosa e ha un altro significato clinico.

Capita spesso che il referto riporti la descrizione della curva senza i gradi. In quel caso la frase, da sola, non permette a nessuno di stimare la gravità: serve tornare da chi ha prescritto l’esame e farsi misurare l’angolo.

I due dati che contano davvero: i gradi e la crescita

Il numero di gradi, da solo, resta comunque un’informazione incompleta in età di sviluppo. Serve accanto un secondo dato: quanta crescita ossea rimane.

Il lavoro più solido su questo punto viene dallo studio BrAIST, che ha costruito e validato un modello prognostico su adolescenti con scoliosi idiopatica non trattata, mettendo insieme tre variabili: la maturità scheletrica misurata con il Simplified Skeletal Maturity Scoring System, l’angolo di Cobb e il tipo di curva. Il modello ha mostrato una capacità discriminativa elevata nel prevedere la progressione oltre i 45 gradi prima della fine della crescita, con valori di c-statistic tra 0,89 e 0,91 [2].

La traduzione pratica è semplice. Venti gradi in una ragazza di undici anni che non ha ancora avuto il picco di crescita e venti gradi in un ragazzo di diciassette anni con la crescita finita sono due situazioni che non si somigliano, pur avendo lo stesso numero e la stessa frase sul referto. La prima merita controlli ravvicinati, la seconda molto meno. Una radiografia da sola, quindi, non basta a decidere niente.

Quando il lato della curva conta davvero

Esiste però una circostanza in cui la direzione della convessità diventa un’informazione clinica.

Nella scoliosi idiopatica dell’adolescente, che è la forma di gran lunga più comune e che per definizione non ha una causa identificabile, c’è un quadro atteso: la letteratura definisce «lateralità tipica» la curva dorsale destro convessa e la curva lombare sinistro convessa. Tutte le altre configurazioni, compresa la curva dorsale sinistro convessa e quella lombare destro convessa, rientrano nella lateralità cosiddetta atipica [3].

La distinzione ha un peso clinico. Uno studio prospettico su 68 pazienti con curva dorsale sinistro convessa ha trovato anomalie dell’asse neurale, come malformazione di Chiari, siringomielia, midollo ancorato e cisti aracnoidee, in 37 casi su 68 [4]. Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Spine, che ha raccolto 24 studi e 5.379 pazienti, ha confrontato direttamente i due gruppi: anomalie dell’asse neurale nel 19,4% delle curve a lateralità atipica (IC 95%: 15,6-23,8) contro il 12,1% di quelle a lateralità tipica (IC 95%: 10,1-16), con la siringomielia nel 12,4% contro il 6,1% [3].

Questi numeri vanno però letti con attenzione. I 37 casi su 68 vengono da una casistica selezionata di un centro di riferimento e non descrivono la popolazione generale; la meta-analisi, più affidabile, mostra numeri assoluti più bassi e ricorda che nella maggioranza dei casi la risonanza risulta normale in entrambi i gruppi. Resta comunque una differenza consistente, ed è la ragione per cui in letteratura la lateralità atipica viene indicata tra gli elementi che orientano verso un approfondimento con risonanza magnetica, per escludere cause secondarie.

Per chi ha in mano un referto il senso è questo: una curva dorsale destro convessa rappresenta il quadro più frequente della scoliosi idiopatica dell’adolescente e di per sé non aggiunge alcun sospetto. Una curva dorsale sinistro convessa, o una lombare destro convessa, è tra le configurazioni che il medico guarda con un occhio in più, insieme all’età, all’esame neurologico e alla rapidità con cui la curva è cambiata.

Dorsale, lombare, toracolombare

Il referto indica anche in che tratto della colonna si trova la curva. È l’informazione che spiega cosa si nota guardandosi allo specchio, e che orienta il lavoro di chi poi imposterà gli esercizi.

Una scoliosi dorsale destro convessa interessa il tratto toracico e si manifesta di solito con una spalla o una scapola più alta e più sporgente a destra, e con il rilievo costale che compare piegandosi in avanti. Una scoliosi lombare destro convessa interessa il tratto basso e si nota più spesso per l’asimmetria della vita, con una piega del fianco più marcata da un lato e il bacino che sembra spostato. Le forme toracolombari stanno a cavallo dei due tratti, e non è raro trovare due curve insieme, una principale e una di compenso.

Cosa cambia fra un adolescente e un adulto

Nell’adolescente la crescita è ciò che fa muovere la curva. È durante i picchi di sviluppo che una curva può cambiare rapidamente, e per questo il percorso segue lo sviluppo osseo invece del calendario, con controlli periodici che verificano cosa è successo nel frattempo.

Nell’adulto quella spinta è finita. Una curva stabilizzata alla fine della crescita non progredisce più per quel meccanismo, e le domande diventano altre: quanto dolore dà, e come si distribuisce il carico su una colonna che lavora storta da vent’anni. Esiste poi una situazione diversa, la scoliosi degenerativa, che compare in età adulta per l’usura progressiva di dischi e faccette articolari e che può accompagnarsi ad alterazioni dell’allineamento e a un restringimento del canale vertebrale [5]. In uno studio su 166 pazienti con scoliosi lombare degenerativa, l’osteoporosi era più frequente nei casi con sublussazione rotatoria delle vertebre, il 64,4% contro il 47,4% [6].

Il dolore lombare dell’adulto con una curva nota, in ogni caso, non va attribuito automaticamente alla scoliosi: può avere le stesse origini che ha in chi la colonna ce l’ha dritta, dalle faccette articolari ai dischi. È il percorso descritto nella pagina sui problemi lombari e cervicali, e va distinto dalla spondiloartrosi, che è usura delle articolazioni fra le vertebre e compare con l’età anche senza alcuna deviazione laterale.

Situazioni che meritano una valutazione medica senza aspettare:

  • una curva che compare o peggiora rapidamente, soprattutto prima dei dieci anni;
  • dolore importante e persistente in un adolescente con scoliosi, in particolare notturno;
  • perdita di forza, formicolio o insensibilità in una gamba, o difficoltà nel cammino;
  • disturbi del controllo di urina o feci;
  • una curva dorsale sinistro convessa non ancora inquadrata da uno specialista.

Come si tratta, e perché esercizi e corsetto non si scelgono l’uno al posto dell’altro

Il lato della convessità non seleziona un trattamento diverso. Cambia il modo in cui il programma viene costruito, perché la direzione dell’autocorrezione dipende dalla curva di quella persona: è il motivo per cui una lista di esercizi letta online non può funzionare, e un esercizio corretto per una curva può essere inutile per un’altra.

Nell’adolescente in crescita gli strumenti conservativi sono due. Gli esercizi specifici per la scoliosi, che una revisione delle sette principali scuole internazionali colloca esplicitamente dentro un percorso insieme a corsetto e chirurgia e non in alternativa a essi [7]. E il corsetto, che secondo la revisione sistematica Cochrane sull’argomento ha mostrato in tutti gli studi inclusi un effetto nel prevenire la progressione della curva [8].

Quando il corsetto serve, il numero di ore conta più di quanto si creda. Un confronto tra la coorte nordamericana dello studio BrAIST e quella italiana ISICO ha rilevato una media di 18,31 ore al giorno con il corsetto indosso nel gruppo italiano contro 11,76 in quello nordamericano, e una percentuale di fallimento del trattamento del 12% contro il 39%. Secondo gli autori è soprattutto la differenza nelle ore a spiegare il risultato migliore [9].

Sull’esercizio va detto con onestà dove sta la letteratura. Uno studio clinico su 293 soggetti ha rilevato che il protocollo SEAS aumentava di 1,7 volte la probabilità di successo rispetto al gruppo di controllo, riducendo il ricorso al corsetto [10]. La revisione Cochrane del 2024, che ha analizzato 13 studi randomizzati per un totale di 583 partecipanti, resta però molto cauta: definisce «molto incerto» l’effetto degli esercizi terapeutici sulla riduzione dell’angolo di Cobb, mentre ritiene probabile una riduzione clinicamente rilevante della rotazione del tronco con gli esercizi specifici rispetto a quelli generici, sulla base di due soli studi e 138 partecipanti [11]. Le prove disponibili sono quindi eterogenee e su numeri piccoli, e nessun percorso può garantire che una curva non progredisca.

Cosa succede dopo il referto

Nessun referto contiene un programma di cura. Il passaggio successivo è la visita specialistica: lì i gradi vengono misurati, la maturità ossea valutata, le eventuali radiografie precedenti messe a confronto. Da quella visita esce la decisione su cosa fare, che in molti casi si riduce a rivedersi fra sei mesi, e su chi deve seguire il caso nel frattempo.

Solo dopo quella decisione ha senso parlare di riabilitazione. Chi abita in zona trova sul sito il percorso completo per la scoliosi a Saluzzo, con il ruolo della visita e quello della parte riabilitativa; il lavoro sul controllo posturale attivo nell’adulto rientra invece nella rieducazione posturale.

Cosa non si può capire da un articolo. Questo testo spiega che cosa significano le parole scritte sul tuo referto. Non può dirti quanto è grave la tua curva, se progredirà, se ti serve un corsetto o quali esercizi sono adatti al tuo caso: sono valutazioni che richiedono la misurazione dei gradi, l'esame clinico e la storia della curva nel tempo. Se hai una radiografia con una frase che non capisci, il passo utile è portarla a chi può leggerla per intero.

Fonti e riferimenti scientifici

  1. Negrini S, Donzelli S, Aulisa AG, et al. 2016 SOSORT guidelines: orthopaedic and rehabilitation treatment of idiopathic scoliosis during growth. Scoliosis Spinal Disord. 2018;13:3. PubMed
  2. Dolan LA, Weinstein SL, Abel MF, et al. Bracing in Adolescent Idiopathic Scoliosis Trial (BrAIST): Development and Validation of a Prognostic Model in Untreated Adolescent Idiopathic Scoliosis Using the Simplified Skeletal Maturity System. Spine Deform. 2019;7(6):890-898.e4. PubMed
  3. Cortés-Pérez I, Gallego-Siles JR, Obrero-Gaitán E, et al. Prevalence of Neural Axis Abnormalities in Typical and Atypical Laterality Idiopathic Scoliosis: A Systematic Review and Meta-Analysis of Observational Studies. Spine (Phila Pa 1976). 2025;50(22):E457-E469. PubMed
  4. Wu L, Qiu Y, Wang B, et al. The left thoracic curve pattern: a strong predictor for neural axis abnormalities in patients with “idiopathic” scoliosis. Spine (Phila Pa 1976). 2010;35(2):182-185. PubMed
  5. York PJ, Kim HJ. Degenerative Scoliosis. Curr Rev Musculoskelet Med. 2017;10(4):547-558. PubMed
  6. Wang M, Kiram A, Li J, et al. Diagonal paraspinal muscle degeneration and osteoporosis were associated with rotatory subluxation in degenerative lumbar scoliosis. Eur Spine J. 2026;35(4):1616-1629. PubMed
  7. Berdishevsky H, Lebel VA, Bettany-Saltikov J, et al. Physiotherapy scoliosis-specific exercises: a comprehensive review of seven major schools. Scoliosis Spinal Disord. 2016;11:20. PubMed
  8. Negrini S, Minozzi S, Bettany-Saltikov J, et al. Braces for Idiopathic Scoliosis in Adolescents. Spine (Phila Pa 1976). 2016;41(23):1813-1825. PubMed
  9. Dolan LA, Donzelli S, Zaina F, et al. Adolescent Idiopathic Scoliosis Bracing Success Is Influenced by Time in Brace: Comparative Effectiveness Analysis of BrAIST and ISICO Cohorts. Spine (Phila Pa 1976). 2020;45(17):1193-1199. PubMed
  10. Negrini S, Donzelli S, Negrini A, et al. Specific exercises reduce the need for bracing in adolescents with idiopathic scoliosis: A practical clinical trial. Ann Phys Rehabil Med. 2019;62(2):69-76. PubMed
  11. Romano M, Minozzi S, Bettany-Saltikov J, et al. Therapeutic exercises for idiopathic scoliosis in adolescents. Cochrane Database Syst Rev. 2024;2(2):CD007837. PubMed

Domande frequenti

Che differenza c'è fra scoliosi destro convessa e destro concava?

La convessità è il lato verso cui la curva sporge, la concavità è il lato opposto, quello che si raccoglie. Ogni curva ha entrambe: una curva destro convessa è anche sinistro concava, e sono due descrizioni della stessa curva. Un referto che scrive «destro concava» descrive invece la curva opposta, cioè una sinistro convessa.

La scoliosi destro convessa è grave?

La parola «destro convessa» non contiene questa informazione: indica la direzione della curva. La gravità si stabilisce con l'ampiezza in gradi Cobb e, in età di crescita, con la maturità ossea. Lo stesso numero di gradi ha un peso diverso a undici anni e a sedici.

Come si cura la scoliosi convessa?

Il lato della convessità non cambia il tipo di trattamento, cambia come vengono impostati gli esercizi, perché la correzione si costruisce sulla curva specifica. Nell'adolescente in crescita si lavora con esercizi specifici per la scoliosi e, oltre certe soglie decise dal medico, con il corsetto. Nell'adulto gli obiettivi sono il dolore e la funzione.

Che problemi può dare la scoliosi?

Nell'adolescente le curve moderate sono spesso indolori e si notano per l'asimmetria di spalle, scapole o fianchi. Nell'adulto il problema più comune è il dolore legato al carico asimmetrico della colonna; nelle forme degenerative possono comparire anche disturbi da restringimento del canale vertebrale.

La scoliosi dà diritto all'invalidità?

Non esiste una soglia di gradi che dia automaticamente un riconoscimento. La valutazione riguarda la limitazione funzionale documentata e spetta alle commissioni competenti, sulla base della documentazione clinica. È un percorso amministrativo separato da quello riabilitativo.