In breve. La linea guida italiana sulle terapie fisiche strumentali, aggiornata l'8 luglio 2026, non dice che laser, onde d'urto e tecar sono inutili e non dice che guariscono. Dice che vanno inserite in programmi che comprendono esercizio terapeutico ed educazione del paziente, e che l'uso isolato è sconsigliato. La fiducia complessiva nelle prove è giudicata bassa, con differenze notevoli fra una terapia e l'altra: su alcune tendinopatie arriva alta, su altre situazioni resta molto bassa. Quello che una macchina può ragionevolmente fare è abbassare il dolore quanto basta per lavorare sul movimento.

Sul foglio c’è scritto «10 sedute di laser». Oppure «3 onde d’urto alla spalla», o un ciclo di tecar al gomito. Il medico l’ha detto in trenta secondi, la segretaria ha dato un preventivo, e in macchina è arrivato il pensiero che quasi tutti fanno e quasi nessuno dice ad alta voce: mi stanno attaccando a una macchina per farmi pagare le sedute?

È una domanda legittima e ha una risposta, che però non è quella secca che si spera di sentire. Esiste un documento italiano che la affronta, la sua versione più recente è dell’8 luglio 2026, e conviene partire da lì invece che da quello che dice il centro sotto casa, noi compresi.

Il documento e la frase che quasi nessuno riporta

Si chiama «Uso delle terapie fisiche strumentali nella gestione della persona con dolore muscoloscheletrico». Sta nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità con il codice C0050, l’ha prodotta la SIMFER, la società italiana di medicina fisica e riabilitativa, insieme a reumatologi, alla federazione degli ordini dei fisioterapisti, all’Istituto Mario Negri e ad associazioni di pazienti e cittadini. Cresce per aggiunte successive: un addendum ad aprile 2026 sul dolore acuto, uno a maggio sull’artrosi, l’ultimo l’8 luglio 2026 [1-4].

Le terapie passate in rassegna sono parecchie: elettroterapia antalgica e di stimolazione muscolare, campi elettromagnetici, terapie con energia luminosa e laser, termoterapia esogena ed endogena (diatermia), crioterapia, radiofrequenze, ultrasuoni terapeutici, onde d’urto radiali e focalizzate, terapia vibratoria [1]. La tecar rientra in quella famiglia, sotto le voci diatermia e radiofrequenze. Nel nostro centro gli apparecchi per queste terapie sono il laser ad alta potenza, le onde d’urto focali e radiali e gli ultrasuoni.

La frase che conta sta nel documento principale, ed è questa: «Le terapie fisiche strumentali devono essere inserite in programmi multimodali che comprendano esercizio terapeutico, educazione del paziente e supporto psicologico. L’uso isolato delle terapie fisiche è sconsigliato, mentre la loro combinazione con altri interventi aumenta l’accettabilità e la probabilità di beneficio clinico» [1].

Scriverlo costa qualcosa, a un centro che quelle macchine le ha comprate e le fa pagare. Lo scriviamo lo stesso perché è quello che c’è nel documento, e perché è la parte che cambia il modo in cui vale la pena entrare in una sala terapia.

Come si leggono le parole della linea guida

Il documento usa due verbi, e la differenza non è di stile. «Il panel raccomanda di utilizzare» segnala una raccomandazione forte a favore. «Il panel suggerisce di utilizzare» segnala una raccomandazione condizionata a favore. Esistono anche le due forme speculari: «suggerisce di non utilizzare» per la condizionata contraria e «raccomanda di non utilizzare» per la forte contraria [1].

Accanto a ogni raccomandazione compare un secondo dato, la certezza delle prove, che risponde a un’altra domanda: quanta fiducia si può riporre nel fatto che l’effetto vero somigli a quello misurato negli studi. I gradini sono quattro, dalla certezza alta a quella molto bassa [1].

Sul complesso delle prove il documento è netto, e vale la pena leggere la frase intera: «Complessivamente la fiducia nelle prove è stata giudicata bassa; varia da moderata a molto bassa per i diversi interventi e le diverse condizioni patologiche a causa principalmente della grande imprecisione delle stime, per i rischi di distorsione degli studi, e per inconsistenza dei risultati degli studi primari» [1].

Imprecisione delle stime vuol dire studi piccoli, con intervalli così larghi che dentro ci sta sia un beneficio utile sia quasi niente. L’inconsistenza è quando studi diversi sulla stessa domanda danno risultati che fra loro non vanno d’accordo, e allora la media che ne esce descrive poco. Sono i limiti veri della letteratura su queste macchine, e stanno scritti nel documento che le raccomanda.

Dove le prove sono meno deboli

Il quadro non è uniforme, e questa è la parte che va persa quando si riassume tutto in «funzionano» o «non funzionano».

Nell’addendum sul dolore muscoloscheletrico acuto due raccomandazioni usano il verbo forte. La prima: «Il panel raccomanda l’uso delle onde d’urto per la gestione del dolore nei pazienti con fascite plantare, epicondilite laterale e/o tendinopatia rotulea», raccomandazione forte a favore, certezza delle prove alta e moderata [2]. La seconda riguarda la TENS per il dolore acuto nelle fratture del femore in ambito pre-ospedaliero, forte a favore con certezza alta [2]. Su gomito del tennista e fascite plantare, quindi, chi prescrive onde d’urto sta seguendo l’indicazione più solida che il documento contenga.

Il laser occupa la fascia intermedia. Il panel suggerisce il laser a bassa potenza per dolore e disabilità nelle patologie della spalla, cioè sindrome da conflitto subacromiale, patologia della cuffia dei rotatori e borsite subacromiale, con certezza moderata; e lo suggerisce per il dolore in fascite plantare, tendinopatia rotulea e tendinopatia achillea, di nuovo con certezza moderata. Per il laser ad alta intensità nella sindrome da conflitto subacromiale la raccomandazione resta condizionata a favore, ma la certezza scende a bassa [2].

Nel dolore cronico primario, la famiglia che comprende fibromialgia e sindrome dolorosa regionale complessa, il panel suggerisce di usare la terapia fisica strumentale in aggiunta alla terapia convenzionale, con certezza bassa [1]. Sul dolore cronico primario di lombalgia e cervicalgia la raccomandazione resta condizionata a favore con certezza bassa, e fra i sottogruppi elencati in quell’addendum l’unico che sale a certezza moderata sono le onde d’urto associate ad altri interventi nella lombalgia cronica [4].

Dove invece la macchina non cambia il risultato

Sull’osteoartrosi del ginocchio la linea guida ha esaminato dieci terapie e le ha collocate tutte nella raccomandazione condizionata a favore, con certezza bassa per la maggior parte, laser e onde d’urto compresi. La TENS fa eccezione in negativo: gli studi mostrano che la sua aggiunta alla terapia convenzionale non determina un beneficio clinicamente rilevante sulla riduzione del dolore o della disabilità [3].

Su artrosi di anca e di spalla il documento non ha potuto scrivere niente, per un motivo che dice molto sullo stato della ricerca: nessuna delle revisioni disponibili aveva incluso pazienti con quelle due localizzazioni [3]. Per l’anca artrosica, quindi, una raccomandazione da seguire non esiste. Chi propone un ciclo lo sta facendo per analogia con quello che si è visto sul ginocchio.

C’è infine il caso che riguarda tutte le macchine allo stesso modo, quello che la linea guida sconsiglia in modo esplicito: le sedute da sole, senza un programma di esercizio accanto [1]. Lì il problema non è quale apparecchio si accende. Se il dolore cala e quella finestra non viene usata per rimettere carico sul tendine o per far lavorare la coscia, la parte che dovrebbe far durare il risultato non è mai stata fatta.

Le onde d’urto sulla calcificazione di spalla: due lavori del 2024 che non coincidono

La calcificazione della cuffia dei rotatori è la situazione in cui le onde d’urto vengono proposte più spesso, ed è anche quella su cui si può essere precisi.

Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2024 ha raccolto 21 studi randomizzati. Confrontate con un trattamento finto, le onde d’urto risultano clinicamente migliori su dolore e funzione a 24 settimane. Confrontate invece con le procedure di lavaggio con ago sotto guida ecografica, sono le procedure ecoguidate a risultare superiori sul dolore a meno di 24 e a meno di 48 settimane. L’alta energia si è dimostrata più efficace della bassa energia su dolore, funzione e dissoluzione del deposito calcifico, mentre focali e radiali appaiono equivalenti. Gli autori chiudono dichiarando che la certezza delle prove, valutata con lo stesso sistema a quattro gradini, è molto bassa: nessuno degli studi inclusi aveva un rischio di distorsione complessivamente basso [5].

Una seconda revisione del 2024, dedicata al lavaggio percutaneo ecoguidato, arriva a un quadro diverso. Su sette studi e 709 partecipanti non trova differenze significative fra lavaggio e onde d’urto sul dolore a 12 e a 26 settimane, e una differenza a favore del lavaggio soltanto a 52 settimane; sulla funzione non emergono differenze significative né a 6 né a 52 settimane. Gli autori concludono che il lavaggio ecoguidato è un trattamento ragionevole e sicuro, ma che rispetto agli altri approcci poco invasivi ha mostrato risultati dubbi, e che la certezza delle prove va da bassa a molto bassa [6].

Sono due gruppi di ricerca che nello stesso anno hanno guardato lo stesso confronto e non sono arrivati alla stessa conclusione, con una certezza delle prove che in entrambi i casi sta ai gradini più bassi. Chi promette che le onde d’urto sciolgono la calcificazione e chi afferma che sono soldi buttati stanno tutti e due raccontando metà di questa storia. Il resto del ragionamento su quel dolore che sveglia di notte sta nell’articolo sulla periartrite di spalla.

Cosa può aspettarsi chi si mette sul lettino

Gli esiti che questi studi misurano sono due: il dolore e la disabilità legata alla condizione. Fra gli esiti non compare la riparazione del tendine, e nemmeno l’arretramento dell’artrosi. Già questo dice quale sia il risultato che una macchina può ragionevolmente produrre.

Questo definisce anche l’obiettivo realistico di una seduta. Un tendine che fa meno male sopporta un carico che prima non sopportava, e un ginocchio meno dolente permette di allenare la coscia invece di proteggerla. Il beneficio della macchina si misura da quanto lavoro attivo rende possibile nelle settimane successive. Se le sedute passano e il programma di esercizio non avanza, il problema non si risolve aggiungendo sedute.

Sul fronte della sicurezza il documento è rassicurante e specifico. Gli effetti collaterali sono descritti come lievi e transitori, del tipo irritazioni cutanee, arrossamenti, gonfiore o dolore durante il trattamento. Per le onde d’urto sono più frequenti dolore durante l’applicazione e reazioni cutanee passeggere, con una prevalenza complessiva del 20,7% dei pazienti trattati [2]. Circa una persona su cinque avverte qualcosa, quasi sempre di breve durata.

Sul riposo da tenere una volta usciti, che è una delle domande che ci arrivano più spesso a proposito delle onde d’urto alla spalla, la linea guida non si esprime. Nella nostra pratica chiediamo di evitare nelle ore successive i gesti che accendono il dolore su quel tendine, senza però immobilizzare il braccio, e l’indicazione viene calibrata sul singolo caso.

Quante sedute, e chi decide

Il documento non fissa un numero di sedute valido per tutti, e negli studi che ha esaminato la durata dei cicli cambia da terapia a terapia: nell’artrosi di ginocchio, per fare un esempio, per le correnti interferenziali va da tre a otto settimane [3]. Per le onde d’urto lavoriamo di norma su cicli di tre-cinque sedute con rivalutazione, ma quel numero esce dalla valutazione, non la precede.

Il segnale che qualcosa non torna è un altro: un ciclo stabilito prima di aver visto il problema, o un pacchetto venduto senza che nessuno abbia detto cosa si farà nel frattempo con il movimento.

Situazioni in cui prima della terapia serve una valutazione medica:

  • dolore comparso dopo un trauma importante, con deficit di forza o impossibilità a muovere l'arto;
  • febbre, arrossamento e gonfiore caldo dell'articolazione;
  • dolore che non dà tregua nemmeno da fermi e peggiora di notte in modo progressivo;
  • perdita di peso non spiegata, storia di tumore, terapia cortisonica prolungata;
  • formicolio, perdita di sensibilità o di forza in un arto, disturbi del controllo di urina o feci.

Cosa non si decide da un articolo. Le raccomandazioni citate qui valgono per popolazioni di studio, non per la tua spalla. Quale terapia abbia senso, con quale energia e in che punto dipende dalla struttura coinvolta, dalla fase in cui si trova e da cosa hanno mostrato l'esame clinico e l'ecografia. Se ti hanno prescritto un ciclo e vuoi capire se ha senso nel tuo caso, il passo utile è farsi valutare da chi può esaminare quella struttura: richiedi una valutazione e ti diciamo anche quando la macchina non serve.

Fonti e riferimenti scientifici

  1. SIMFER, SIR, FNOFI, GISEG, APMARR, Cittadinanzattiva, Istituto Mario Negri IRCCS. Uso delle terapie fisiche strumentali nella gestione della persona con dolore muscoloscheletrico. Linea guida SNLG C0050, Istituto Superiore di Sanità. Ultimo aggiornamento 8 luglio 2026. Scheda ISS e documento completo
  2. Addendum alla linea guida SNLG C0050, aprile 2026: dolore muscoloscheletrico acuto. Istituto Superiore di Sanità. PDF
  3. Addendum alla linea guida SNLG C0050, maggio 2026: dolore cronico muscoloscheletrico secondario (osteoartrosi). Istituto Superiore di Sanità. PDF
  4. Addendum alla linea guida SNLG C0050, luglio 2026: dolore cronico muscoloscheletrico primario. Istituto Superiore di Sanità. PDF
  5. Brindisino F, Marruganti S, Lorusso D, Cavaggion C, Ristori D. The effectiveness of extracorporeal shock wave therapy for rotator cuff calcific tendinopathy. A systematic review with meta-analysis. Physiother Res Int. 2024;29(3):e2106. PubMed
  6. Sconza C, Palloni V, Lorusso D, Guido F, Farì G, Tognolo L, Lanza E, Brindisino F. Ultrasound-guided percutaneous lavage for the treatment of rotator cuff calcific tendinopathy: a systematic review with meta-analysis of randomized controlled trials. Eur J Phys Rehabil Med. 2024;60(6):995-1008. PubMed

Domande frequenti

Le onde d'urto servono davvero?

Dipende dal problema. Per fascite plantare, epicondilite laterale e tendinopatia rotulea la linea guida italiana usa il verbo «raccomanda», che nel suo sistema indica la forma più forte, con certezza delle prove alta e moderata. Nell'osteoartrosi del ginocchio scende a «suggerisce», con certezza bassa. Lo stesso apparecchio ha quindi un supporto molto diverso a seconda di dove viene puntato.

Quante sedute di laserterapia servono per il ginocchio?

La linea guida non fissa un numero di sedute valido per tutti, e negli studi che ha esaminato la durata dei cicli cambia da terapia a terapia, con esempi che vanno dalle tre alle otto settimane. Il numero si stabilisce dopo la valutazione, in base al problema e alla risposta alle prime sedute. Un ciclo indicato al telefono, prima di aver visto il ginocchio, è deciso senza le informazioni che servono a deciderlo.

Le onde d'urto fanno male?

Un fastidio durante l'applicazione è normale e l'intensità si regola in seduta. La linea guida riporta per le onde d'urto una prevalenza complessiva di effetti collaterali del 20,7%, in gran parte dolore durante il trattamento e reazioni cutanee transitorie. Gli effetti indesiderati delle terapie strumentali sono descritti come lievi e passeggeri.

Dopo le onde d'urto alla spalla devo stare a riposo?

La linea guida non affronta il riposo dopo la seduta, quindi chi dà una regola valida per tutti la sta dando senza un documento dietro. Nella nostra pratica chiediamo di evitare nelle ore successive i carichi che accendono il dolore su quel tendine, senza però immobilizzare il braccio. L'indicazione precisa la dà chi ti tratta, perché dipende dal tendine e dalla fase.

Le terapie strumentali possono sostituire gli esercizi?

No, e su questo la linea guida è esplicita: scrive che le terapie fisiche strumentali devono essere inserite in programmi che comprendono esercizio terapeutico ed educazione del paziente, e che l'uso isolato è sconsigliato. La macchina lavora sul dolore, il recupero della funzione passa dal movimento.